01.07.09 09:13
By Redcan

Usura, sequestro di persona ed estorsione. L'ombra della camorra a Pescara

Pescara - L'operazione diretta da Nicola Zupo. Dodici le persone arrestate ed una denunciata per truffa. Vittima un giovane imprenditore di Cappelle con il padre malato

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Usura, sequestro di persona ed estorsione. L'ombra della camorra a Pescara L'operazione diretta da Nicola Zupo. Dodici le persone arrestate ed una denunciata per truffa. Vittima un giovane imprenditore di Cappelle con il padre malato


PESCARA - Una malattia che poteva essere curata con un urgente trapianto di fegato e della quale hanno invece approfittato un truffatore chietino ed altre 12 persone, quest'ultime arrestate questa mattina dagli uomini della squadra mobile di Nicola Zupo a vario titolo per estorsione, usura e sequestro di persona ai danni del figlio dell'uomo malato, un imprenditore 35enne di Cappelle. Tutto inizia lo scorso anno, ma solo ad ottobre 2008 l'uomo si rivolge alla polizia per denunciare il dramma che stava vivendo: la malattia del padre, l'urgenza del trapianto e i lunghi tempi d'attesa necessari a trovare un donatore inducono l'uomo a credere ad un truffatore della zona, Giovanni De Crecchio ora indagato a piede libero per truffa, quando questo gli racconta di avere conoscenze al'interno di una clinica privata in Svizzera, dove i tempi di attesa sarebbero stati brevissimi. L'imprenditore, proprietario di un ristorante e di una pescheria, non si insospettisce neanche quando il truffatore gli dice che sono necessari 70mila per l'intervento e in mancanza di liquidità immediata De Crecchio approfitta ulteriormente della situazione e propone all'uomo di fargli ottenere un finanziamento europeo (che in realtà non sarebbe mai stato concesso) di circa 1 milione e 500mila euro e che per ottenerlo era necessario versare 100mila euro ad un funzionario dell'ipotetica banca erogatrice del prestito. L'imprenditore casca nel tranello e si reca da due zingari locali, frequentatori del suo ristorante, per chiedere in prestito la somma richiesta, che consegna a De Crecchio. Qui iniziano i guai perché De Crecchio, ogni volta con una nuova scusa, continua a chiedere altri soldi, soldi che a loro volta vengono chiesti in prestito ai creditori, i quali iniziano a pretendere un tasso d'interesse mensile del 30%. Dopo alcuni mesi, l'imprenditore si ritrova ad aver versato a De Crecchio 400mila euro e ad aver intestato la proprietà di 5 appartamenti, due locali commerciali (il ristorante e la pescheria) ed un terreno dal valore complessivo di 2 milioni di euro. L'intero patrimonio familiare, comprese le attività commerciali passate di proprietà con atti notarili e che ora sono stati sequestrati dalla polizia. In manette, su richiesta del pm Del Bono e su ordine del gip Guido Campli, finiscono Mario Spinelli (37enne pescarese), Michele Maresca (49enne napoletano), Nicola Iazzetta (29enne casertano), Pino Mauro Marcaurelio (29enne di origini tedesche), Carlo Attanasio (52enne di San Giorgio a Cremano, Napoli), Patrizia Nocerino (47enne di San Giorgio a Cremano), Fabrizo Renzetti (34enne di Pescara), Michelina Nocerina (50enne napoletana), Gennaro Attanasio (30enne di San Giorgio a Cremano) e Giorgio Attanasio (24enne di San Giorgio a Cremano). Data la provenienza dei soggetti arrestati dai poliziotti, in collaborazione con la squadra mobile di Napoli, non si escludono possibili infiltrazione della camorra nel territorio della provincia di Pescara. Il caso di sequestro di persona, ai danni dello stesso imprendtiore, è significativo proprio a questo riguardo: l'uomo, in ritardo con i pagamenti delle rate del debito, è stato trascinato in macchina dopo essere stato picchiato a Pescara e condotto a San Giorgio a Cremano in casa del capofamiglia Carlo Attanasio, dove è stato nuovamente picchiato, questa volta di fronte la sua famiglia. Il dramma nel dramma perché con il passare del tempo le condizioni di salute del padre dell'uomo si sono aggravate ed è deceduto in una clinica romana.
Leondina Marulli

01.07.09 09:13 - Redcan - Letto 1781

 

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