30.06.09 22:25
By Redcan

Flaiano Film Festival, la programmazione di mercoledì

Pescara - Da domani la proiezione continua al Cinema Massimo con Alibi e sospetti e Garage

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Flaiano Film Festival, la programmazione di mercoledì

Da domani la proiezione continua al Cinema Massimo con Alibi e sospetti e Garage



PESCARA - Al giro di boa il Flaiano Film Festival. Dopo il “Preludio”con la proiezione del film muto del 1926 “La caduta dalla casa Usher” commentata dalle musiche dal vivo di Ivan Fedele autore di fama internazionale e le 9 giornate di intensa partecipazione al Mediamuseum, si passa da domani 1° luglio al Cinema Massimo di Pescara che fino all’11 luglio ospiterà nelle sue quattro sale la rassegna cinematografica con ben 87 proiezioni.

L’apertura ufficiale è per domani 1° luglio alle ore 20,45 in Sala 1 con un’anteprima nazionale: “Alibi e sospetti” di Pascal Bonitzer con Pierre Arditi, Caterina Murino, Miou Miou, Valeria Bruni Tedeschi e Lambert Wilson, dal romanzo di Agatha Christie 'Le vallon': Pierre Collier è morto. Assassinato a casa del senatore Henri Pagès e di sua moglie Eliane durante un week-end di villeggiatura. Sua moglie, Claire, è la maggiore indiziata considerato il fatto che è stata trovata con una pistola in mano accanto alla vittima. Inoltre avrebbe avuto tutti i motivi per vendicarsi del volubile marito. Ma spesso l'apparenza inganna. L'arma rinvenuta in mano alla donna non è quella del delitto e a quel punto ogni invitato diventa un potenziale indiziato: Esther, l'amante del morto, Léa vecchio amore di gioventù umiliata e Philippe il suo rivale. E perché escludere il senatore, appassionato di armi da fuoco? Un caso particolarmente complicato per il capitano Grange, soprattutto quando dovrà fare i conti con un secondo omicidio. Trascritti molte volte per lo schermo senza risultati degni di nota, i testi di Agatha Christie continuano a ossessionare il cinema. Questa volta, l’adattamento della gran sacerdotessa del giallo tocca a Pascal Bonitzer, già critico dei Cahiers du Cinéma e sceneggiatore per film altrui. L’intrigo riguarda l’omicidio di uno psichiatra acchiappasottane; trovata accanto al cadavere, la moglie è la prima sospettata; ma le cose, ovviamente, non sono così semplici. Tempo, un weekend; luogo, la casa di un senatore. Prima di arrivare alla soluzione si apprende che tutti andavano a letto con tutti; genere: borghesia privilegiata, corrotta e meschina. Bonitzer s’impegna a scrivere dialoghi cinici e tinti di nero, da far pronunciare a un bel cast (Lambert Wilson, Valeria Bruni Tedeschi, Miou-Miou…). dove ciascuno, però, fa il suo numero ed esce di scena senza impegnarsi troppo.


Seguirà alle ore 22,45 “Garage” di Leonard Abrahamson: Josie è considerato dai vicini un innocuo disadattato, è un uomo che suscita futile gentilezza, benigna tolleranza e di tanto in tanto, insulti. Ha trascorso la vita adulta a fare il custode di un benzinaio fatiscente nella periferia di una cittadina, nella parte centro occidentale dell'Irlanda. Josie è una persona limitata, solitaria e tuttavia irriducibilmente ottimista e a modo suo felice. Nel corso di un'estate, il mondo di Josie cambia. David un'apprendista adolescente, va a lavorare presso la sua officina. A David Josie piace. Si confidano l'uno con l'altro ed hanno le stesse abitudini, spesso si ritrovano ambedue a bere lattine di birra vicino ai binari della ferrovia insieme ai ragazzi del posto. Josie scopre di avere dentro di sè desideri inespressi e mai soddisfatti. Carmel, una ragazza che lavora nel negozietto del posto e che è sempre cortese con lui, ridesta nell'animo di Josie, sentimenti a cui lui non sa dare un nome. In un solo istante la tranquilla vita di Josie subisce un cambiamento radicale. Gli eventi precipitano e la sua vita dietro a loro. Attraverso il ritratto di Josie (interpretato da un bravo e intenso Pat Shortt), l'esordiente Leonard Abrahamson non ci parla tanto, e magari banalmente, del conflitto mai sopito tra natura e cultura, ma obbliga a specchiarci in un personaggio che rappresenta quella parte di noi che è insopprimibile e fondamentale, ma che è necessario gestire e controllare. Perché il problema non sta nel controllo che ci imponiamo attraverso le regole, i tabù, i costrutti; il problema sta nella misura, nella gradazione. E quindi, se con ovvia intelligenza Garage – film dotato di uno sguardo partecipe ma mai invadente, in grado di regalare partecipazione ma anche oggettivazione – non descrive mai Josie come qualcuno con il quale è possibile o auspicabile un’identificazione empatica totale e indiscriminata, è inevitabile parteggiare per lui di fronte ad una cieca, crudele e meschina ottusità, figlia della paura: quella dei cosiddetti “normali”, dei sani, degli inseriti nella società. Degli ipocriti. Di un mondo che non è più in grado di concepire la (nostra) natura senza sentire dentro il terrore di chi non vuole ascoltare né vedere quel che è vero.

 

30.06.09 22:25 - Redcan - Letto 334

 

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