06.09.08 17:48
By s.s.

Casini conferma Cesa: prima i programmi, poi le alleanze

Elezioni regionali. Il leader dell'Udc parla agli abruzzesi. Ecco cosa ha detto

Condividi Questo Articolo

Share |

Dai, vota anche tu!!! Votato 2/5 (2 Voti)

Casini conferma Cesa: prima i programmi, poi le alleanze Elezioni regionali. Il leader dell'Udc parla agli abruzzesi. Ecco cosa ha detto

Pescara - Né a sinistra, né a destra. Prima le cose da fare, poi alleanze e nomi. Casini conferma Cesa e riparte per Roma. E' il succo della due giorni di lavoro dell'Udc a Pescara che ha visto, dopo il Segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa, anche il leader Pier Ferdinando Casini al Museo delle Genti. I due massimi esponenti nazionali del partito hanno partecipato alla conferenza programmatica intitolata " Abruzzo +idee per lo sviluppo".

Presenti quasi tutti i segretari locali del partito, oltre a Rodolfo De Laurentiis. In sala si è visto circolare anche il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso. Due giorni di lavoro per fare il punto sulla situazione del partito a circa due mesi dall'appuntamento elettorale del 30 e 1 dicembre prossimi. Elezioni che dovranno esprimere una classe politica dirigente nuova, all'Abruzzo, dopo la decapitazione giudiziaria subìta dalla Giunta Del Turco. Chi si aspettava però, con l'arrivo di Casini, di avere più chiara la questione delle alleanze o dei candidati possibili che l'UDC dovrebbe mettere in campo, è rimasto alquanto deluso. Casini, come anche Cesa il giorno prima, ha ribadito che prima di tutto bisogna approntare un programma, poi si potrà dialogare con chiunque,ed infine scegliere i candidati. Una teoria comunque già esposta nei giorni scorsi dagli altri partiti. Insomma, ad oggi, nessuno si espone più di tanto.

Una cosa però è certa, l'elettorato, almeno quello dalle radici democristiane non riesce a capire come un alleanza con il centrodestra o con il centrosinistra possa essere considerata la stessa cosa. In questo periodo, è vero, Casini è molto corteggiato sia da destra che da sinistra. E' immaginabile però che ciò avvenga principalmente per interessi elettorali. In questi due giorni al Museo delle Genti c'è stata una serie di interventi di rappresentanti del mondo sindacale, sociale, economico, industriale. Tra i politici della nostra regione sono intervenuti ieri il Sen. Giovanni Legnini ( PD) e il Sen. Andrea Pastore ( FI). Entrambi, tra l'altro hanno sostenuto la tesi della discontinuità. Riguardo la crisi della Regione Abruzzo Il Sen. Legnini, molto onestamente, ha riconosciuto le responsabilità del PD nel disastro sanitario abruzzese. Anche il Sen. Pastore,dopo aver affermato di sentirsi a casa, con quelli dell'UDC, ha ammesso che: "Neanche la Giunta di centrodestra, per ciò che riguarda la sanità abruzzese, è immune da colpe".

I loro interventi sono stati molto apprezzati dal leader dell'UDC Casini: "Due interventi di grandissimo equilibrio ed onestà intellettuale - ha detto Casini - e se da ciò si potesse trarre una conseguenza, mi viene da dire che in Abruzzo si potrebbe costituire un governo di larga coalizione". Liberato Aceto dell'Udeur, nel suo intervento ha lanciato l'ipotesi di un possibile accordo, in prospettiva, con il partito di Casini. Mentre rispetto alle voci che danno Mario Amicone e Carlo Masci fuori dal partito, qualora l'UDC si dovesse alleare con il PD, Casini, senza alcuna remora nonostante la presenza dello stesso Masci, è stato piuttosto esplicito: " Il giochino m'ama non m'ama, sul tema delle alleanze, a me non piace.

In un partito tutti sono importanti ma nessuno indispensabile. Se qualcuno ha già prestabilito (il riferimento ai due era chiaro), che vuole andare in una certa direzione ( PDL) può andare tranquillo. Per noi avere due persone in più o in meno non ci cambia niente. Voglio dire pertanto con chiarezza - ha aggiunto - che, chi ritiene di avere già fatto una scelta di campo se ne vada pure, a noi ci fa una cortesia". Sulle elezioni europee Casini è stato categorico: "Noi non accetteremo mai che vengano tolte le preferenze. Pronti anche a fare ostruzionismo alla Camera per impedirlo". Altro tema affrontato, la questione morale: "Il presidente dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro non può ergersi a paladino della questione morale in Italia. Sono pronto -ha concluso Casini - a mettere tutta la mia storia politica e professionale a confronto con la sua storia politica e professionale".
 SILVIO SALONE

06.09.08 17:48 - s.s. - Letto 3329

 

commentsAggiungi un commento...